Libertà, Responsabilità, Futuro
Libertà, Responsabilità, Futuro
Accesso effettuato come:
filler@godaddy.com
RC Auto: i prezzi aumentano o diminuiscono? Prima di commentare bisogna capire che cosa misurano i dati
di Faustino Luigi Maria Precerutti
Negli ultimi mesi si susseguono rilevazioni apparentemente contrastanti sull’andamento dei prezzi della RC Auto. Alcuni osservatori segnalano nuovi aumenti, mentre altri descrivono una crescita in rallentamento o una sostanziale stabilizzazione.
Non necessariamente qualcuno sbaglia. Molto spesso, infatti, le diverse rilevazioni non misurano la stessa cosa.
Secondo l’Osservatorio Assicurazioni di Segugio.it, nel mese di luglio 2026 il premio medio RC Auto calcolato attraverso i dati in possesso del comparatore è stato pari a 508,88 euro: il 3,24% in più rispetto ai 492,92 euro di luglio 2025 e il 3,55% in più rispetto a febbraio 2026.
Il dato evidenzia indubbiamente una pressione al rialzo. Tuttavia, non può essere confrontato automaticamente con quello pubblicato dall’IVASS.
Preventivi e premi effettivamente pagati non sono la stessa cosa
L’indagine IPER dell’IVASS rileva i premi effettivamente pagati dagli assicurati su un campione di contratti annuali, considerando anche fiscalità, sconti, provvigioni e principali caratteristiche contrattuali.
Nel primo trimestre 2026, secondo l’ultima rilevazione IVASS disponibile, il prezzo medio effettivo della RC Auto per le autovetture è stato pari a 423,40 euro, con un aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini reali, considerando l’inflazione, la crescita è stata dell’1,5%.
Segugio.it presenta invece una descrizione del mercato costruita attraverso i dati raccolti nella propria attività di operatore e comparatore. Il suo valore medio può quindi riflettere la composizione degli utenti che richiedono preventivi, le loro caratteristiche assicurative, le zone di residenza e i veicoli considerati.
I due valori — 508,88 euro e 423,40 euro — non rappresentano pertanto due risposte alternative alla stessa domanda. Sono il risultato di campioni, periodi e metodi di rilevazione differenti.
Anche ANIA osserva una parte diversa del mercato
Un’ulteriore prospettiva è fornita dalle rilevazioni ANIA, che analizzano i contratti giunti a rinnovo e distinguono, secondo i documenti pubblicati, il premio prima delle imposte dalla spesa complessiva sostenuta dall’assicurato.
Anche in questo caso, confrontare direttamente il valore ANIA con quello di IVASS o dei comparatori può produrre conclusioni inesatte se non si chiariscono preventivamente:
il periodo preso in considerazione;
il tipo di veicolo;
la presenza o meno delle imposte;
la distinzione tra prezzo di tariffa e premio effettivo;
gli sconti applicati;
le caratteristiche del campione;
la differenza tra preventivi richiesti e contratti realmente sottoscritti.
Il prezzo medio nazionale racconta solo una parte della realtà
Esiste poi un’altra questione: la media nazionale non coincide necessariamente con l’esperienza del singolo automobilista.
Nel primo trimestre 2026 IVASS ha rilevato che metà delle province italiane presentava premi medi superiori a 395 euro, mentre nel quarto delle province più costose si superavano i 427 euro. Il differenziale medio fra Napoli e Aosta era ancora pari a 257 euro.
Contano inoltre classe di merito, età dell’assicurato, residenza, tipo di veicolo, percorrenza, storia dei sinistri, formule di guida, garanzie accessorie e politiche commerciali delle singole compagnie. Secondo IVASS, le variazioni annuali dei prezzi applicate dalle diverse imprese oscillavano infatti tra il –6% e il +15%.
Parlare genericamente di “prezzo della RCA” rischia quindi di semplificare eccessivamente una realtà articolata.
La trasparenza comincia dalla qualità dell’informazione
Il cittadino dovrebbe poter comprendere immediatamente se il dato che sta leggendo riguarda:
premi effettivamente pagati;
preventivi richiesti;
prezzi di tariffa;
contratti in scadenza o rinnovati;
importi comprensivi o meno di imposte;
sola RCA oppure anche garanzie accessorie;
tutto il territorio nazionale o specifiche province.
Queste precisazioni non dovrebbero essere confinate nelle note metodologiche. Dovrebbero accompagnare con chiarezza ogni comunicazione pubblica sull’andamento dei prezzi.
Una statistica può essere tecnicamente corretta e, nello stesso tempo, risultare fuorviante quando viene presentata senza spiegare che cosa rappresenta.
Una possibile proposta per il Progetto RCA 2030
La pluralità degli osservatori è positiva perché consente di esaminare il mercato da prospettive differenti. Manca, tuttavia, uno strumento capace di ricondurre queste informazioni a una lettura unica, semplice e confrontabile.
Nell’ambito del Progetto RCA 2030 di LCD potrebbe quindi essere approfondita la realizzazione di un cruscotto pubblico e trasparente sui prezzi della RC Auto, nel quale riportare separatamente:
premi effettivamente pagati;
prezzi iniziali di tariffa;
sconti medi applicati;
preventivi disponibili sul mercato;
imposte e contributi;
differenze territoriali;
classi di merito e caratteristiche degli assicurati;
incidenza delle garanzie accessorie;
andamento del costo dei sinistri.
Non si tratta di creare un nuovo dato da contrapporre a quelli già esistenti, ma di rendere leggibili e confrontabili le informazioni disponibili.
Comprendere i numeri prima di costruire le riforme
La discussione sulla RC Auto non può essere ridotta alla contrapposizione tra chi sostiene che i prezzi aumentino e chi afferma che stiano rallentando.
La domanda corretta è: quale prezzo stiamo misurando, per quali assicurati, in quale periodo e attraverso quale metodo?
Solo partendo da dati omogenei, trasparenti e comprensibili sarà possibile valutare l’effettivo andamento del mercato e costruire proposte credibili su bonus-malus, concorrenza, fiscalità, differenze territoriali e tutela degli automobilisti.
La trasparenza non consiste soltanto nel pubblicare molti numeri. Consiste soprattutto nel permettere ai cittadini di capire davvero che cosa quei numeri raccontano.
Fonti
Segugio.it – Osservatorio Assicurazioni
IVASS – Indagine IPER, primo trimestre 2026
ANIA – Focus sui prezzi delle polizze RC Auto in scadenza a marzo 2026

Monopattini e assicurazione obbligatoria:
più tutela, ma l’impatto va misurato con i dati
L’estensione dell’obbligo assicurativo ai monopattini elettrici rappresenta una delle novità più interessanti nel panorama della mobilità e della responsabilità civile. Il principio è condivisibile: quando aumenta la circolazione di nuovi mezzi, soprattutto in ambito urbano, cresce anche l’esigenza di proteggere meglio i terzi danneggiati.
Tuttavia, come spesso accade, una riforma non si misura soltanto dalle sue intenzioni, ma dalla sua applicazione concreta. Oggi sappiamo che per i monopattini è richiesta una vera copertura assicurativa dedicata e che non è sufficiente una generica RC del capofamiglia. Le FAQ di ANIA hanno anche chiarito i principali riferimenti operativi, inclusi i massimali minimi e alcuni possibili casi di rivalsa. Parallelamente, CONSAP ha precisato che dal nuovo obbligo discendono anche l’applicazione del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Sistema Carta Verde.
Ma il punto più interessante, a mio giudizio, è un altro: questa riforma non deve essere valutata soltanto in termini di obbligo formale. Deve essere misurata nei suoi effetti su sicurezza, costi, accessibilità e sostenibilità della mobilità urbana. In altre parole, la domanda giusta non è soltanto “serve l’assicurazione?”, ma anche “quale impatto produce sul sistema della micromobilità?”.
Le prime osservazioni che arrivano, ad esempio da Milano, segnalano che casco, contrassegno e assicurazione stanno già incidendo sul mercato dello sharing e sulle modalità d’uso del monopattino. È un passaggio naturale: ogni nuova regola modifica comportamenti, costi e organizzazione dei servizi. Proprio per questo sarebbe utile accompagnare la riforma con una raccolta ordinata di dati su incidenti, utilizzo, sanzioni, prezzi e diffusione del mezzo, ma questo lo si potrà fare solo con il trascorrere del tempo.
Esiste poi un secondo profilo da non trascurare: la tutela delle vittime deve restare centrale, ma non può essere separata dalla necessità di mantenere la mobilità semplice, accessibile e sostenibile. Se la regolazione diventa troppo pesante o confusa, il rischio è quello di frenare l’innovazione senza risolvere davvero i problemi della sicurezza.
La vera sfida, quindi, non è essere favorevoli o contrari all’obbligo assicurativo. La vera sfida è costruire un modello equilibrato, nel quale la protezione dei terzi conviva con una mobilità urbana moderna e con regole chiare, verificabili e proporzionate. Per questo motivo il caso monopattini merita di essere seguito con attenzione: è un banco di prova importante per capire come evolverà, domani, l’intera disciplina dell’assicurazione obbligatoria dei nuovi mezzi di mobilità.

La presentazione alla Camera dei deputati del mio libro Libertà e Responsabilità – La storia della RCA e la sfida delle riforme del XXI secolo è stata per me non soltanto un momento importante sotto il profilo personale, ma soprattutto l’occasione per riportare al centro del dibattito una domanda essenziale: il sistema della responsabilità civile automobilistica è ancora adeguato alla società e alla mobilità di oggi?
Questa domanda assume un significato ancora più concreto alla luce dell’indagine conoscitiva avviata congiuntamente dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dall’IVASS sulle possibili criticità concorrenziali del settore RC Auto.
L’indagine si concentra su questioni che incidono direttamente sulla vita degli assicurati: il funzionamento del bonus-malus e delle classi di merito, il risarcimento diretto, la scatola nera, la comparabilità delle offerte e gli eventuali ostacoli alla mobilità dei clienti tra le compagnie.
Non si tratta di aspetti marginali. Sono alcuni dei meccanismi sui quali si fonda l’attuale sistema e che, proprio per questo, devono essere valutati con attenzione, senza pregiudizi e senza difese corporative.
La RCA non è un prodotto come gli altri. È una copertura imposta dalla legge, indispensabile per poter circolare e destinata a coinvolgere milioni di famiglie, imprese e professionisti.
Proprio la sua natura obbligatoria impone una responsabilità particolare a tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, Autorità, imprese assicuratrici, intermediari e rappresentanze dei consumatori.
Un sistema obbligatorio deve essere sostenibile economicamente, ma deve anche risultare comprensibile, accessibile e percepito come equo.
Occorre quindi interrogarsi sulla capacità del bonus-malus di rappresentare ancora correttamente il rischio individuale, sulle persistenti differenze territoriali, sulla condizione di chi entra per la prima volta nel mercato assicurativo e sull’efficacia degli strumenti oggi utilizzati per favorire la concorrenza.
Anche l’impiego delle nuove tecnologie richiede una riflessione più ampia.
Scatole nere, intelligenza artificiale, banche dati e veicoli connessi possono contribuire a prevenire le frodi, migliorare la valutazione del rischio e rendere più efficiente la gestione dei sinistri. Tuttavia, questi strumenti non devono trasformarsi in nuovi vincoli per l’assicurato.
La tecnologia deve aumentare la libertà di scelta, non ridurla. Servono pertanto regole chiare sulla disponibilità e sulla portabilità dei dati, sulla trasparenza degli algoritmi e sulla possibilità di cambiare compagnia senza perdere i benefici maturati attraverso comportamenti di guida virtuosi.
Allo stesso modo, il contrasto ai veicoli privi di copertura non può essere affidato soltanto ai controlli occasionali. Il coordinamento tra le banche dati disponibili potrebbe consentire di individuare tempestivamente le situazioni irregolari, accompagnando l’attività di controllo con misure capaci di favorire il rientro nella legalità.
L’iniziativa di AGCM e IVASS rappresenta un’opportunità importante. Tuttavia, perché produca risultati duraturi, dovrà tradursi in proposte normative e regolamentari concrete.
Non credo sia sufficiente intervenire separatamente su singoli aspetti. Occorre ripensare l’equilibrio complessivo del sistema, tenendo insieme sostenibilità economica, concorrenza, tutela degli assicurati, responsabilità individuale e contrasto alle frodi.
È questo il significato del percorso che ho cercato di avviare con Libertà e Responsabilità: partire dalla storia della RCA per comprendere le ragioni dell’attuale modello e, allo stesso tempo, guardare alle trasformazioni che ci attendono.
La mobilità del 2030 sarà sempre più connessa, condivisa e automatizzata. Cambieranno i veicoli, le modalità di utilizzo e probabilmente anche i criteri attraverso i quali verranno attribuite le responsabilità. L’assicurazione obbligatoria non può limitarsi a inseguire questi cambiamenti: deve cominciare a prepararli.
La RCA è un’infrastruttura sociale ed economica del Paese. La sua riforma deve riuscire a coniugare libertà e responsabilità, innovazione e tutela, solidarietà e corretta valutazione del rischio.
L’indagine appena avviata può rappresentare l’inizio di questo percorso. Ora è necessario che dal confronto nascano decisioni concrete, perché la riforma della RCA non può più attendere.
Faustino Luigi Maria Precerutti
Approfondimento: Indagine conoscitiva AGCM–IVASS sul settore RC Auto
L'Osservatorio nasce con l'obiettivo di monitorare l'evoluzione della società, dell'economia, delle professioni, del sistema assicurativo e delle politiche pubbliche, trasformando l'analisi dei problemi in proposte concrete.
Viviamo un'epoca caratterizzata da cambiamenti rapidi e profondi: innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, nuove forme di mobilità, trasformazioni del lavoro, evoluzione normativa e mutamenti sociali impongono una riflessione continua e una capacità di adattamento sempre maggiore.
Per questo motivo l'Osservatorio vuole essere un luogo permanente di studio, confronto e approfondimento, aperto al contributo di professionisti, accademici, rappresentanti delle istituzioni, imprese, associazioni di categoria e cittadini.
Attraverso analisi, ricerche, articoli, dossier, eventi e pubblicazioni, raccogliamo dati, esperienze e buone pratiche per comprendere le criticità del presente e individuare le opportunità del futuro.
Le principali aree di osservazione riguardano:
L'Osservatorio rappresenta anche il punto di incontro tra l'attività professionale, quella editoriale e l'impegno istituzionale, affinché ogni proposta sia fondata su dati, esperienza concreta e dialogo con chi ogni giorno vive le problematiche del proprio settore.
Crediamo che le migliori riforme nascano dall'ascolto, dall'approfondimento e dal confronto delle idee. Per questo l'Osservatorio non si limita a descrivere la realtà, ma vuole contribuire a migliorarla attraverso contenuti di qualità e proposte costruttive.
Se condividi questo approccio, ti invitiamo a seguirne le attività, partecipare al dibattito e contribuire con idee, esperienze e suggerimenti. Il cambiamento si costruisce insieme, un'analisi alla volta.

Copyright © 2026 Faustino Precerutti - Tutti i diritti riservati.
Gestito da GoDaddy

Un libro che ripercorre la storia della RCA e affronta le riforme necessarie per costruire un sistema più equo, moderno e vicino ai cittadini.